ALLA RICERCA DEL PIACERE

L’esportazione in tutto il mondo del nostro modello di sviluppo ha portato, con la crescita economica, anche il suo “baco”. E’ bellissimo vedere il sovrapporsi della modernità occidentale e del suo “modo“ di rappresentarsi attraverso il mezzo tecnologico e formale con un mondo di emozioni e sentimenti “antichi” e insoliti, di tradizione orientale.

Lo stesso vale per la cinematografia indiana. Qui il tema della scelta dell’amato/a fuori dall’imposizione familiare diventa ricorrente, significativo della “modernizzazione” dei costumi. La fuga dal padre-padrone, la scelta di seguire i sentimenti “puri” e non ancora schiacciati dal degrado dell’urbanizzazione coatta, raccontano di un mondo in cui sono l’amore, l’eros, il piacere della condivisione a regolare i rapporti umani e non un “modello di consumo” imposto dall’industria. La forza di questa cinematografia è eloquente proprio in questa sua meravigliosa contaminazione. Sarebbe bello se l’Oriente, anche in risposta all’attuale crisi, riuscisse a recuperare il proprio orgoglio culturale, la propria idea di appartenenza, di continuità con la natura, di socialità e portarla nel “global pot” per contrastare il “baco” dell’immortalità/Apocalisse scaturito dal nostro modello di sviluppo.

Sarebbe un disastro per tutti noi se questi enormi mercati continuassero a ripetere il modello occidentale della famiglia “cereali Kellogs” e moltiplicare all’infinito la produzione di case, lavatrici, auto, frullatori, televisori all’interno di un schema che inchioda alla passività, all’annullamento delle identità sociali, culturali e individuali, al degrado morale, alla frustrazione, alla violenza.

Quale vantaggio sarebbe per l’Europa e l’America poter contare su l’espansione di un grande mercato capace di un rilancio economico e produttivo mondiali e che, mitigando le forzature della società consumistica, sia in grado di aprire l’esausta società occidentale a nuove prospettive di vitalità, di pensiero, di etica, di piacere.

Quanti oggi, conoscono il piacere? Quanti sanno che l’eccitazione non è lo scopo della sessualità, ma uno stato del corpo, travolto dal sentire profondo verso l’altro da sé e verso sé nell’altro, che porta all’abbandono, al godimento assoluto? Dimentichi di questo non si può che approdare a quell’eccitazione sterile che sfocia nel sesso, nella violenza, nell’impotenza, nella frustrazione, nella solitudine. Donne e uomini, vittime e carnefici di un comune destino: la mancanza di eros e di felicità, sublimata e non risolta dalla trinità del desiderare – possedere – accumulare.

E dietro la negazione dell’eros cresce la cultura dei vincenti e dei perdenti, del potere a tutti i costi, alimentato dalla furbetteria che diventa valore e che fa, di noi tutti, piccoli o grandi imbroglioni e quindi anche tutti fregati.

foto di screenpunk

Posted in Senza categoria by Anna Conti / ottobre 12th, 2010 / No Comments »

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