relazione DM

 Il progetto mira innanzitutto a creare un sistema di unione fra i diversi elementi che insistono sull’area: il suggestivo paesaggio delle colline liguri con la sua vegetazione che fa da sfondo alla cittadina, il mare con la sua spiaggia, il torrente, i ciottoli, il bastione con il suo muro ormai divenuto elemento storico che evoca transiti di vecchi treni. Proprio quel muro che un tempo divideva l’agglomerato urbano dal suo mare, una cesura che porta ancora i segni del tempo con le sue storie, i suoi drammi e la sue felicità (transiti, arrivi, partenze), oggi diviene il luogo di unione, il luogo strategico delle relazioni, relazioni di flussi di persone che si muovono, interagiscono, si incontrano, fanno shopping, si divertono, passeggiano, sostano, si informano, partecipano agli spettacoli. Un luogo  di incontro, dove a più livelli si svolgono funzioni diverse e dove le automobili spariscono nei parcheggi sotterranei per permettere alla gente di muoversi liberamente in modo del tutto sereno. Una serie di accessi e una  pluralità di percorsi ti permetto di muoverti senza vincoli all’interno dello spazio, ognuno può trovare la sua dimensione e il suo ruolo all’interno del paesaggio, i bambini possono giocare con tranquillità, gli anziani passeggiare, sedersi, scrutare l’orizzonte. Tutti partecipano alla creazione del paesaggio, un luogo vivo, un luogo che da la possibilità di scegliere. Non dividere, ma tenere insieme, tenere insieme le diversità e far si che la gente sia parte integrante di questo progetto. Per un istante pensiamo a togliere tutta la materia di cui l’architettura si compone e proviamo a immaginare di vedere solo le persone che svolgono le loro abituali attività, allora ci accorgeremo che quelle persone nei loro movimenti sono l’energia per la quale l’architettura si anima. Pensare all’uomo come elemento dinamico dell’architettura ci permette di costruire spazi più vivibili e di grande  benessere. Lo studio dei movimenti, dei flussi delle persone e  delle merci, hanno permesso di dar seguito a una serie di premesse che hanno dato adito allo svolgimento di questo progetto.  Alla fine un boomerang, che collega tutti: la collina al suo mare, la cittadina alla sua acqua, due paesi contigui divisi da un torrente. Una forma dinamica intrinseca nel suo essere, nel suo DNA. Portare alla luce ciò che già esiste, sentire il luogo per farlo rivivere: “costruire un porto è fecondare un golfo” scriveva Roland Bart. È proprio partendo da questo intendo di fare un progetto che nascesse dal luogo, dalla sua terra, dal suo mare,dal suo cielo, dalla sua gente, che abbiamo cercato e trovato una forma che esisteva già, una sorta di boomerang, che tenesse insieme tutti, che parte dal mare e al mare ritorna. Un progetto che nel suo svolgersi unisce tradizione e spirito del luogo con gli elementi più innovativi delle tecnologie contemporanee. Un progetto che cerca di fare riaffiorare quelle tracce invisibili che insistono sul territorio. Un lavoro, non tanto di creazione, bensì concepito come scoperta: fare riemergere ciò che già esiste, che già gli appartiene. L’architettura si misura con i suoi elementi primari  e diventa relazione, diventa essa stessa paesaggio.  Un progetto che nasce dalla sua geografia  per divenire forma che risponde a esigenze specifiche.

La natura gioca un ruolo fondamentale, anzi ne è parte integrante, entra nei luoghi divenendo architettura, pareti di vegetazione che creano habitat gradevoli creando anche condizioni per un microclima ideale. La luce è stata concepita come elemento costruttivo che disegna spazi e rende la qualità ambientali piacevoli alle diverse attività. Una architettura che assorbe la luce durante il giorno e la restituisce durante la notte rendendo magica questa dicotomia fra la notte e il giorno. La luce solare che opportunamente filtrata rende luminosi e gradevoli gli spazi sotterranei creando geometrie astratte e la luce artificiale che dosata, calibrata e miscelata fa vivere lo spazio di notte segnando le forme e restituendo al luogo vivacità e trasparenza. Uno spettacolo sia per la cittadina sia per chi arriva dal mare. L’architettura assolve a funzioni molteplici con la sua  pelle che diventa opaca, trasparente a secondo di come la luce del giorno l’accarezza, e di notte segno luminoso ma anche schermo di immagini in movimento. La fusione fra i materiali del luogo che ne esprimono le radici, e l’introduzione di nuove tecnologie costruttive rendono questa architettura un luogo privilegiato di incontro fra tradizione e innovazione. Luogo di contaminazione fra culture e generazioni diverse, dove la pesantezza della materia si fonde con la leggerezza e l’eterea inconsistenza della luce e dei video.

L’edificio che assolve alla funzione ricettiva  diventa un vero e proprio simbolo. Di giorno opaco e di notte lanterna, faro, ma anche e soprattutto schermo di immagini, scenografia e quinta per una piazza che è luogo di eventi e di spettacolo. Questa concezione della piazza come palco scenico, come luogo permanente per manifestazioni la rende ancora di centrale: un rettangolo che regolarizza e diventa centro di energie, luogo di accumulo e di emanazione dei flussi di energetici. Qui il boomerang del lungomare trova il suo elemento primario di ancoraggio alla terra, alla cittadina. Sembra che il boomerang partendo dal mare e giungendo di nuovo al mare attraverso il nuovo ponte tira dentro la cittadina restituendola all’acqua.

L’intero intervento tiene presente della facilità di movimento all’interno dell’area: chi arriva in macchina, può lasciarla al livello più basso e attraverso una serie di collegamenti verticali può raggiungere facilmente i livelli superiori. La scelta di dividere i parcheggi in tre settori è stata dettata oltre che dal fatto di avere una migliore distribuzione interna con una maggiore facilità per la circolazione dei flussi, distinguendo le aree per i residenti da quelli dai turisti occasionali, anche e soprattutto per ottemperare nel migliore dei modi a quelli che sono le normative vigenti sui parcheggi.

 

La quota a metri 4,50, l’area destinata al commercio in senso lato e gli stabilimenti balneari con tutti loro servizi è raggiungibile sia dai parcheggi sotterranei sia dalla strada principale della cittadina, sia dalla passeggiata a livello superiore. Un spazio che diventa il nuovo fulcro della cittadina, che unisce in se diverse funzioni strategiche e permeato da una serie di flussi pedonali lo rendono luogo per eccellenza di passaggio e di incontro. Luogo quindi aperto che collega al mare e che smista con naturalezza a tutti i livelli. Dalla passeggiata, attraverso lievi rampe, sei dentro la galleria commerciale in modo quasi inatteso e ciò lo rende luogo ideale per lo shopping. Una galleria aperta che collega la strada con la passeggiata e la piazza  superiore e dove gli elementi naturali gli fanno da sfondo. Le aperture  verso il mare e il cielo, e le pareti costeggiati  di vegetazione non ti fanno più avvertire la sensazione di chiuso e gli conferiscono vigore e slancio. Un posto aperto e protetto allo stesso tempo che si lascia attraversare con immensa facilità. La sensazione di piacere al suo interno migliora la qualità degli spazi commerciali che non appartengono più a un luogo  angusto di altezza limitate, ma a uno spazio che  si rende più appetibile per lo shopping e alle altre attività che vi sono concentrate. Essendo un luogo per attività di svago e di relax gli spazi sono resi  confortevoli da grandi aperture che garantiscono una perfetta ventilazione, evitando l’utilizzo della climatizzazione forzata all’interno della galleria, facendo risparmiare grosse risorse sulla gestione. Uno spazio vivo, allegro, dove la qualità del luogo si esprime negli spazi che si aprono  e si dilatano rendendo l’esterno parte dell’interno, dove si è sempre a stretto contatto con le bellezze naturali del luogo. L’orizzonte diventa il riferimento con cui ci si relaziona e in qualche modo ci fa superare i dogmi dovuti alla concezione di scala. Cannocchiali visivi permettono di vedere il mare dalla strada principale della cittadina rendendo esplicito l’obiettivo prioritario del progetto.

Un’architettura che vive per tutto l’arco della giornata dando la possibilità alle diverse attività di creare delle forti sinergie. Gli stabilimenti balneari con tutti i servizi annessi trovano la loro sistemazione all’interno del bastione liberando il fronte esterno da superfetazione stagionali lasciando spazio a un grande solarium, costruito con una struttura leggera in acciaio e legno, che conferisce una maggiore qualità a tutto l’intervento. Gli spazi commerciali si affacciano sulla galleria che si può raggiungere da diversi punti della cittadina collegando  così anche tutte strutture commerciali esistenti.

La passeggiata segue l’andamento del bastione in pietra, partendo e collegando il lungomare in corso di realizzazione al nuovo ponte pedonale che porta  a Framura sull’altra sponda del torrente. La passeggiata è stata concepita come una serie di fasce parallele che assolvano  funzioni diverse. Quella esterna una zona di filtro con una vegetazione d’alto fusto che protegge dalla strada e allo stesso tempo emula la collina sovrastante. La seconda fascia pavimentata in Cardoso rappresenta la passeggiata vera è propria divisa a sua volta in due da un prato verde che assolve alla funzione di svago e di gioco per i bambini. Nella parte centrale del progetto prospiciente la piazza questa fascia si allarga per divenire parte della galleria commerciale con le leggere rampe che ti portano al livello sottostante e la parete  verde che invece emerge in superficie. Le sedute in pietra e larice costeggiano questa fascia guardando sia verso il mare sia verso la piazza e le colline. Dalla passeggiata quattro elementi trasversali si slanciano verso il mare dando la possibilità di godere il paesaggio da altri punti di vista. Questi belvedere fungono anche da copertura alle attività commerciali sottostanti. La piazza è marcata a terra da una serie di luci che intensificano la loro frequenza man mano che vi avvicinano all’unico elemento verticale del progetto (gli uffici per la ricezione turistica) quasi a simboleggiare la propagazione delle onde energetiche che esso emana. La sua facciata  in vetro e con una pellicola in  cristalli liquidi (tecnologia ormai diffusa all’estero e che ha i costi equiparati a una facciata in vetro termico)  lo rende allo stesso tempo trasparente o  schermo per grandi proiezioni.

Il Ponte diviene ultimo elemento di collegamento, la sua forma è il naturale proseguimento della passeggiata. Una struttura leggera in acciaio e legno con un vuoto centrale dove è possibile sostare, sedersi, rilassarsi.

L’illuminazione  soffusa della passeggiata è ottenuta in modo uniforme attraverso incassati sia nel pavimento sia nei muretti,  accenti di luce calda sulla vegetazione e sugli elementi salienti esaltandoli  vengono ottenuti con  dei riflettori da esterno.

La scelta progettuale delle piantagioni si è volta nella direzione sia di vegetazione locale o naturalizzata, con l’inserimento di specie esotiche dalle vivaci fioriture ed effetti cromatici particolari, a sottolineare nella maniera migliore il nuovo intervento. Naturalmente sono state scelte specie compatibili al clima e resistenti ai venti salsi in prossimità del mare.

Per quanto riguarda le alberature, un boschetto di mimose e acacie di Costantinopoli darà un effetto di leggerezza grazie ai vaporosi piumini gialli e rosati che compaiono in primavera. La bordura sarà costituita da Acacia saligna, Acacia semperflorens a cespuglio e Pittosporum tobira profumato. I filari saranno costituiti da Melia azedarach, Schinus molle, Tamarix gallica.